I corpi grassi nei libri- parte 2

Consigli, Inclusività, Scrittura

La volta scorsa ti ho parlato di quella volta in cui, attraverso al mio profilo Instagram, ho chiesto alle persone che mi seguono di che cosa sentono di avere più bisogno quando si parla di rappresentazione grassa (in particolare, nei libri). Una risposta per domarle tutte (semicit.) è, molto semplicemente: avere più rappresentazione grassa nei libri, punto, perché al momento il panorama è davvero desolante, soprattutto se si considerano solo libri in italiano, ma anche putroppo in inglese. È come se…è come se il mondo non volesse vedere corpi grassi, come se fossero discriminati. Che strano, vero? (/sarcasmo)

Visto che questa serie di articoli è nata soprattutto per chi scrive, per dare una spintarella in modo che creare personagg* grass* rappresentat* in modo corretto sia sempre meno un sogno e sempre più realtà, parliamo di scrittura e consideriamo oggi questa domanda:

“Ma se voglio fare una rappresentazione corretta devo evitare a tutti i costi di inserire discriminazione grassofobica nelle mie storie?”

Per rispondere in modo completo dobbiamo prima fare un salto indietro e ragionare un po’. Come in tanti casi quando si parla di discriminazioni che le persone subiscono nel mondo reale, è necessario per prima cosa fare un esame del proprio privilegio e delle proprie ragioni per trattare tale discriminazione, perché una rappresentazione corretta e non offensiva può solo venire da un luogo in cui l’apertura, l’empatia e l’onestà sono chiare ed esplorate. Quindi come prima cosa devi chiederti:

Se sei una persona magra che non è mai stata vittima di grassofobia, perché vuoi inserirla nella tua storia?

Do per scontato in questa sede che tu abbia, prima di tutto, fatto i compiti per casa, ovvero che ti sia informat* attraverso diverse fonti su cosa significhi essere una persona grassa in un mondo che ti rifiuta, che tu abbia chiari i significati di diet culture, di grassofobia, di immagine corporea, di body positivity e body neutrality, che tu abbia studiato qualche testo scritto da attivist* sull’argomento, che tu segua qualche attivista grass*, che tu sappia riconoscere la grassofobia in tutte le sue forme: questo è il lavoro di base.

Poi viene la fase di self-reflecting in cui ti poni domande importanti come quella che dà il titolo a questa sezione. Che cosa esattamente ti spinge a voler parlare di questo argomento? È, per esempio, qualcosa che vuoi esplorare perché vuoi dare visibilità a una categoria che non ne ha? È perché in questo modo intendi combattere la tua grassofobia interiorizzata? Perché vuoi essere alleat* alla comunità grassa? Ma soprattutto, sei pront* ad affrontare eventuali conflitti interni e realizzazioni su di te e sul tuo privilegio?

Tutto questo lavoro e queste domande valgono doppiamente se sei una persona magra, ma non sono da escludere nemmeno se sei una persona grassa: non è detto che, anche se sei grass*, che tu non abbia grassofobia interiorizzata, o che tu abbia dimestichezza con il mondo della fat liberation anche se hai ovviamente esperienze dirette di discriminazione legata al tuo corpo. Nasciamo tutt* in una società grassofobica, e abbiamo diverse cose da disimparare anche quando siamo noi stess* colpiti da questo tipo di discriminazione: ci sono passata personalmente e posso attestare che è esattamente così, e non è colpa del singolo individuo.

Inserire discriminazione nella tua storia è davvero necessario?

Così come se scrivi di personaggi queer/lgbtqia+ non è necessario inserire l’omolesbobitransafobia e la queerfobia, se scrivi di personaggi grassi non è necessario inserire discriminazioni basate sulla grassofobia.

“Ma Giulia, una persona grassa fa necessariamente esperienza di grassofobia nella sua vita”, potrebbe essere il tuo controargomento.

Beh, sì, è vero: non credo che esista persona grassa che sia cresciuta e/o vissuta nei paesi occidentali che non abbia nel suo arsenale almeno una storia dell’orrore legata alla discriminazione sul suo corpo. Però, e questo è un bel però, anche se il nostro mondo è ben lontano dall’essere grassofobia-free, non è detto che chi leggerà il tuo libro abbia voglia di essere mess* davanti a questa cosa.

A volte leggiamo per evadere, ma al tempo stesso è bello vedersi rappresentat* sulla carta e sapere che possiamo essere l* protagonist* di quella (e di altre) storie, you know?

Questo ovviamente dipende da storia a storia, e da romanzo a romanzo. Non sto dicendo che devi per forza eliminare la grassofobia dal tuo libro: anzi, inserirla in modo corretto può essere catartico, un modo per denunciare quanto ancora abbiamo da fare per avere una società equa e giusta per tutt*; può essere un momento di solidarietà con chi ti leggerà (“Vedi? Anche la protagonista soffre per questa cosa, non sei sol*”). Insomma, ci sono sicuramente dei lati positivi.

Quello che ti sto chiedendo è, per ritornare al titolo di questa sezione: è necessario inserirla nella tua storia, al netto di tutto? Se sì, bene, vai pure, e assicurati di rendere giustizia a chi la grassofobia la deve portare sul groppone ogni giorno nella vita reale. Se no, invece, sappi che va bene eliminarla del tutto o quasi; sappi che le storie senza discriminazione hanno il loro perché.

Entrambe le strade sono percorribili, insomma, e la chiave è scegliere con consapevolezza quale percorrere.

E questo è quanto per oggi. Grazie di aver letto, ci vediamo nel terzo post della serie “I corpi grassi nei libri” con una serie di risorse dalle quali partire per assicurarti di fare una rappresentazione corretta dei corpi grassi e per confrontarti con la grassofobia. A presto!

Non dimenticarti di scrivermi un commento qui sotto se hai qualcosa da aggiungere al tema trattato oggi.

Ti ricordo inoltre che puoi iscriverti gratuitamente a questo blog per non perderti i prossimi post: vai nella schermata home, scorri fino in fondo e dovresti trovare uno spazio dove inserire la tua mail e voilà, riceverai i nuovi post tramite posta elettronica. Puoi, ovviamente, disiscriverti in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...