Le mie letture di marzo

Letture

Nel mese di marzo ho terminato sette libri: vediamo quali mi hanno sorpresa in positivo e quali in negativo.

LEGENDA:

Vicino ai titoli utilizzo degli emoji, eccone il significato:

🇬🇧: il libro è stato letto in inglese

🎧: il libro è stato audioletto o ascoltato in audiolibro

🤓: il libro è un lavoro di non fiction: saggio o memoir

💬: indica una graphic novel o fumetto

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🎧 🇬🇧 Sebastian, The queer principles of Kit Webb

“The queer principles od Kit Webb” è stato il primo libro di Sebastian che io abbia mai letto, e posso già dire che non sarà l’ultimo: è stata una lettura di grande intrattenimento, nonostante alcune critiche che le si possono muovere contro. Potrebbe essere anche che questo libro abbia acceso in me una certa passione per i romance queer con ambientazione storica…

Le strade di nobile con la passione per la moda e un ex bandito non proprio pentito ora proprietario di un cafè si incrociano per organizzare un colpo che prevede di derubare un potente aristocratico. Entrambi hanno i loro motivi e l’organizzazione del colpo offre la possibilità di approfondire il loro rapporto…anche in senso biblico.

La lettura, o meglio l’ascolto, è stata una bellissima esperienza, soprattutto grazie alla voce e alle abilità interpretative di Joel Leslie, che è stato fantastico. Per quanto riguarda la storia, pur essendo di che mi ha intrattenuto moltissimo (SO MUCH FUN!!), secondo me presenta alcune problematiche, in primis di ritmo: la stragrande maggioranza della storia è occupata dalla preparazione al colpo, e il colpo stesso si conclude in qualche scena frettolosa, e senza abbastanza imprevisti che possono alzare la posta in gioco. Insomma, tanta (e ben fatta) anticipazione e poi quello che dovrebbe essere l’evento principale è una delusione. Whomp whomp. Stessa cosa per le scene di sesso: l’anticipazione e la tensione tra i due c’è, ed è fatta bene, ma la loro prima volta in particolare è stata deludente e per nulla gratificante. Lo dico? Lo dico: mi è sembrata anche un po’ irrealistica; non vado nei dettagli, altrimenti questa recensione diventa NSFW (insomma, fin troppo piccante).

Nonostante queste criticità mi sono goduta la lettura e la consiglierei, con qualche riserva.

🤓🇬🇧Dashtgard, Bones of belonging

Una collezione di storie autobiografiche, alcune molto brevi, altre più lunghe, scritte con grande empatia ed emozione dalla leader, educatrice e oratrice Dashgard che si focalizza su un approccio compassionevole alla giustizia razziale. Questo libro parla di “belonging”: appartenenza, accettazione, unità, empatia, compassione, e lo fa offrendo uno sguardo aperto e umano sulla vita di Dashgard e la sua esperienza di persona brown.

Ho amato tutto, dai piccoli spezzoni significativi di vita all’analisi puntuale del razzismo fino alle lezioni in empatia e inclusione. Dashgard si mette a nudo raccontando le vittorie, i momenti teneri e quelli sfidanti, la gioia e la difficoltà di vivere in un corpo razzializzato in una società dominata dal suprematismo bianco, e lo fa riuscendo a lasciare una scia di grande speranza. Consiglio assolutamente la lettura, è stata una gioia per il cuore.

Grazie a NetGalley e alla casa editrice per l’opportunità di leggere questo memoir in anteprima.

🎧🇬🇧Jamison, Hillbilly queer

Hillbilly queer è un memoir ed è anche una storia di conflitti intergenerazionali e di opposti, e di tentativi di appianare le loro differenze: padre, figlio; hillbilly (che potrebbe essere tradotto con “campagnolo”, spesso con accezione peggiorativa, che indica una persona rozza e ignorante) e queer (persona che appartiene alla comunità lgntqia+); repubblicano, democratico.

L’autore ci porta in un viaggio che ha fatto con il padre percorrendo luoghi della sua memoria, e nel quale il loro rapporto si approfondisce e le tensioni diventano comprensione. Mi è piaciuta molto questa cornice del viaggio, una specie di scusa per raccontare le origini provinciali del padre e per l’autore di spiegarsi quest’uomo che in apparenza è tutto il suo contrario, a partire dal voto, che lui darà a Clinton e il padre a Trump nelle elezioni statunitensi presidenziali del 2016. Mi è piaciuto anche l’approccio umano a un conflitto personale, politico e intergenerazionale: alla fine del viaggio Jamison riesce a comprendere meglio suo padre e le motivazioni che si celano dietro ai suoi comportamenti; è stato un libro che mi ha fatto pensare molto, e che, nonostante mi sia piaciuto e che secondo me è prezioso da molti punti di vista, mi ha lasciato con una certa sensazione di disagio.

Quanto spesso sono i figli queer come l’autore a dover allungare il braccio mentre dall’altra parte i genitori conservatori, e detentori di tutti i privilegi (etero, cis, bianchi) hanno il più semplice compito di stringere la mano che viene loro offerta, senza bisogno di fare grandi sforzi o sbracciarsi? Quando si costruisce un ponte sarebbe bello incontrarsi a metà, mentre vedo più spesso uno sforzo che non è bilanciato da entrambe le parti; questo sicuramente è dovuto al fatto che le persone queer come l’autore sono state costrette a fare un percorso di alfabetizzazione emotiva, terapia, autocoscienza e coscienza sociale per capire perché non sono accettate dalla società nella quale vivono, e che quindi hanno più strumenti e abilità che possono spendere nella costruzione di questo metaforico ponte. Capisco tutto questo a livello logico, ma mi fa infuriare che la persona traumatizzata debba sempre e comunque essere quella che comprende, che lascia perdere, che gioisce di mere briciole. Alla fine del memoir l’autore dice che il padre ha votato per la prima volta per Trump, ma non per la seconda volta, e lo fa presentando questo fatto come se fosse una vincita che ha dell’incredibile. La barra, insomma, è davvero bassa, e l’appianamento delle differenze tra “noi” e “loro” non si può fare davvero quando a sollevare i pesi più grandi è per lo più una delle due parti.

Ceglia, Il corpo che indosso

“Il corpo che indosso” è un romanzo che mi ha incantata. A partire dallo stile riflessivo che si sofferma sui dettagli e così rivela la personalità del protagonista fino ai temi trattati, che sono quelli della crescita, della presa di coscienza della propria identità di genere e orientamento sessuale, oltre che del proprio valore intrinseco come persona.

Tutto inizia quando un Elia undicenne decide di andare a scuola con una maglietta rosa e viene bullizzato per questo; sarà Gio che lo salverà dai bulli e lo porterà all’appartamento dove vive con la nonna Libera, di nome e di fatto. Lì si leccherà le ferite e troverà un luogo dove essere se stesso, oltre che trovare una famiglia che va oltre i legami di sangue e l’amore romantico.

La relazione portante è in apparenza quella Elia-Gio, ma in realtà è quella di Elia con se stesso: lo vediamo crescere e maturare, e liberarsi in modo graduale delle sue insicurezze e paure per diventare l’adulto che ha sempre sognato di poter essere. In fondo, questo romanzo si basa sui rapporti e sui personaggi, ed è scritto talmente bene che alla fine si ha la sensazione di conoscerli intimamente: vederli crescere e affrontare le diverse sfide che la vita lancia loro porta con sé molta emozione, specie sul finale.

Particolarmente importante è l’ambientazione, che gira quasi esclusivamente attorno a un solo luogo, e che ho trovato molto azzeccata: l’appartamento è un luogo pulsante, è il vero cuore del romanzo e diventa così parte integrante dei personaggi e cambia con loro, riflettendo mutamenti interni all’esterno.

Infine, la rappresentazione della queerness, e in particolare dell’identità di genere non binaria del protagonista, “né rosa né blu”, è fatta con rispetto e accuratezza.

Ceglia ha scritto un gioiellino sotto tutti i punti di vista, e non posso che consigliarlo al cento percento.

🇬🇧Zhao, Iron Widow

Iron Widow è un romanzo di fantascienza dall’ambientazione peculiare, con un’unione tra antico e futuristico che sembra strana ma funziona molto bene; in tutto questo i mecha, pilotati da una coppia ying/yang (uomo/donna) sono degli strumenti importanti per la lotta alla sopravvivenza dell’umanità, minacciata da misteriosi alieni. La protagonista, Zetian, mossa da un istinto di vendetta, diventa uno dei piloti più potenti e riesce a svelare alcuni dei terribili segreti che si celano dietro alla lotta e ai mecha.

La storia di Zetian mi ha intrattenuta (alcuni momenti più di altri) nonostante un ritmo un po’ sbilanciato, in cui un finale al cardiopalma e denso di informazioni si contrappone a un secondo atto (il “training montage”) più lento e decisamente meno ricco di eventi. Per quanto riguarda le tematiche, ho trovato un femminismo un po’ di superficie a tratti, specie visto che a volte le azioni e i pensieri privati della protagonista sembrano essere in contrasto con ciò in cui crede; ritengo che la tematica femminista sia stata semplificata, e riassunta in alcune frasi d’effetto all’interno del libro, soprattutto visto il target al quale Iron Widow si riferisce, ovvero quello young adult. Sono curiosa di vedere come sarà trattato nel seguito.

SPOILER DA QUI IN AVANTI

Il libro è stato promosso da diverse persone come una delle poche rappresentazioni corrette del poliamore in narrativa, e capisco perché, visto che si tratta di un triangolo vero, in cui tutte e tre le persone sono coinvolte tra di loro; tuttavia vediamo la relazione svilupparsi nel pieno del suo potenziale solo per qualche istante prima di un grave evento che li separa.

Infine, la rivelazione sui nemici, per quanto sia un classico artificio della narrativa fantascientifica quello di ribaltare le prospettive, è riuscita comunque ad essere per me inaspettata, anche se personalmente l’ho trovata tirata troppo per le lunghe, visto che per tutto il libro si combatte un nemico senza una vera ragione esplicitata oltre che “sono nemici”. Capisco che si sia voluto tenere la grande rivelazione per un finale in grande stile, ma a che costo? Durante la lettura questo è stato un tarlo per me, e mi ha impedito di immergermi completamente in ciò che stava succedendo per via delle domande senza risposta che continuavo a farmi.

🤓🇬🇧💬Bobika, Balls up- a contraceptive journey

Balls up- a contraceptive journey è un saggio sotto forma di fumetto che tratta lo spinoso argomento della contraccezione maschile, argomento che non dovrebbe essere così spinoso, ma lo è per le ragioni che sappiamo (cough cough patriarcato cough cough). Per quanto parli solo di contraccezione in rapporti eterosessuali e cisgender (o, per lo meno, p in v), Bobika riesce a percorrere la storia della contraccezione e cercare alternative a quello che sembra un mondo dedicato solo alle donne o socializzate come tali.

Mi è sembrato un libro valido, nel quale l’autore si fa molte domande e riesce a rispondere anche ad alcune, non soltanto sull’argomento dei modi di contraccezione ma anche sulla mascolinità tossica e sulla virilità, qualsiasi cosa significhi, trattando anche certe questioni da un punto di vista personale e indagando il suo privilegio di uomo etero cis e il suo rapporto con la virilità in una società fallocentrica.

Insomma, l’ho trovato un libro altamente istruttivo, pieno di informazioni utili, dal quale ho imparato molto su un argomento che non conoscevo quasi per nulla. L’autore, inoltre, almeno da questo libro (non conosco il suo background) sembra aver fatto un percorso di decostruzione come alleato e femminista.

Grazie a NetGalley e alla casa editrice per l’opportunità di leggere questa graphic novel in anteprima.

🇬🇧 🤓Costello, Kaszyka, Sounds fake but okay

Partendo dal loro podcast omonimo, Costello e Kaszyca scrivono “Sounds fake but okay” per esplorare lo spettro aroace (aromantico-asessuale) e soprattutto per dimostrare quanto sia utile guardare al mondo, alle relazioni, alla società ecc. con delle lenti viola (ovvero, lenti ace).

Ho trovato questo saggio frizzante e pop: si rivolge alla comunità aroace ma anche alle persone alleate, e tratta i classici argomenti dei quali si parla in quasi ogni saggio sull’argomento (il modello di “split attraction”, attrazione divisa tra romantica, platonica, sessuale ecc.; le relazioni come sono vissute da persone ace, con una deriva sul poliamore; cosa significa vivere in un mondo altamente sessuale e sessualizzato se non provi quel tipo di attrazione, e via dicendo); lo fa nell’ottica che decostruire queste cose non è compito solo delle persone ace, ma è qualcosa che può aiutare anche le persone allo (ovvero le persone che non si identificano nello spettro aroace) a capire meglio, in modo più sano e consapevole, dinamiche e situazioni nelle loro vite.

Ci sono migliori saggi sull’asessualità e aromanticismo? Certamente. Questo, tuttavia, potrebbe essere un buon punto di partenza, un’introduzione all’argomento specialmente per il target al quale pare rivolgersi, ovvero giovani adulti o nuovi adulti (young adult o new adult), e spero riesca nel suo compito di incuriosire e lasciare spazio a un approfondimento più serio.

Nota dolente che poteva essere tranquillamente evitata: citazioni a Harry Potter e la sua autrice. I mean, davvero? In un saggio queer che contiene anche un capitolo sull’identità di genere? Nel 2023?? BAH.

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Grazie di aver letto fin qui, spero di averti fatto scoprire nuovi libri da leggere prossimamente!

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Le mie letture di febbraio

Letture

Nel mese di febbraio ho terminato quindici libri: ho letto moltissime graphic novel e in particolare in giorni in cui stavo male ed ero confinata a letto ne ho fatto proprio scorpacciata.

La tematica del numero dei libri che si leggono in un determinato lasso di tempo mi è molto cara, e la affronto sui social a intervalli di tempo regolare. Ci tengo quindi a ribadire una cosa molto importante: questo è il numero che ho letto io in un mese in cui sono stata fisicamente male, e quindi in cui la lettura è stata evasione e conforto. Non voglio che sia metro di confronto: ogni persona vive situazioni diverse, ha ritmi di lettura, necessità e disponibilità individuali e differenti. Se questo mese hai letto un libro o nemmeno uno, va bene.

Vediamo quali mi hanno sorpresa in positivo e quali in negativo.

LEGENDA:

Vicino ai titoli utilizzo degli emoji, eccone il significato:

🇬🇧: il libro è stato letto in inglese

🎧: il libro è stato audioletto o ascoltato in audiolibro

🤓: il libro è un lavoro di non fiction: saggio o memoir

💬: indica una graphic novel o fumetto

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💬Cuello, Guardati dal beluga magico

Una collezione di strisce con una storia più lunga che si frammenta tra di esse. Nonostante alcune delle strisce fossero simpatiche e apprezzi lo stile di disegno, non mi è piaciuta per nulla la modalità di narrazione frammentata, che ha reso la lettura confusionaria e non mi ha permesso di empatizzare con la storia principale. Un grande meh, che non mi ha lasciato nulla, a differenza di altre opere dell’autore come Residenza Arcadia, di cui parlo più in basso, e Mercedes che ho letto in precedenza. Capisco che possa essere un “assaggio” per capire se Cuello piace o no ma non lo consiglierei per nulla, anche perché le strisce si trovano sui social dell’autore.

💬Thorogood, Gli ultimi giorni di luce di Billie Scott

Billie Scott è un’artista sul bordo della sua prima mostra importante quando, in seguito a un incidente, le viene comunicato che perderà la vista gradualmente fino a diventare cieca di lì a una settimana. In panico per la sua carriera e la mostra, Billie decide di intraprendere un viaggio per creare le sue ultime opere che la cambierà nel profondo grazie a ogni incontro che farà. Come si dice, il tesoro alla fine sono le amicizie che si trovano per strada. L’ho trovata una graphic novel intensa e bellissima che parla di comunità, contatto e storie umane; il tema della cecità è affrontato senza pietismi o buonismi e il finale, senza fare spoiler, è di speranza e gioia. Consigliato specialmente a persone la cui vita gira attorno alla loro creatività.

💬 Durante, Menini, La rosa armata

Rosa è appena una ragazza quando scoppia la guerra, nel 1944, ed è costretta a mettersi in viaggio con l’amica Gisella, incinta. Dopo essere state salvate da un gruppo di partigiane, decide di unirsi a loro e imbracciare il fucile per partecipare alla lotta armata. Una storia dura accompagnata da disegni aspri, che veicolano bene la bruttezza della guerra, ma che riescono anche a evidenziare i piccoli momenti di gioia e umanità, solidarietà e comunità che si trovano persino in mezzo alla disperazione. Una graphic novel potente che parla di libertà e di lotta, una lettura non facile ma necessaria.

💬Loputyn, Francis

Loputyn non delude con delle illustrazioni eteree ed emotive che fanno da sfondo a una storia che parla della ricerca della nostra verità e del nostro io più profondo: Francis è una strega che fa parte di una congrega e assieme a un’altra, la sua migliore amica sempre perfetta, è stata scelta per affrontare le prove che eleggeranno la prossima capoclan. Quando si accorge che non ha preparato in anticipo dei materiali per una prova essenziale, decide di evocare uno spirito che invece di aiutarla la scuoterà dal profondo. La storia sembra tronca, con un finale e “indizi” disseminati nelle pagine che preannunciano un seguito.

💬 Nagata, Diario di una guerriera single

Da dove iniziare? Da qui: non posso consigliare questa graphic novel. L’autrice mi era piaciuta molto in “La mia prima volta”, in cui avevo apprezzato la radicale onestà con cui aveva raccontato la sua esperienza, quindi speravo che mi sarebbe piaciuta anche qui; purtroppo non è stato così: hai presente quando mangi troppo di un cibo e anche a sentirlo nominare poi ti viene la nausea? Ecco, è stata questa la sensazione.

Una graphic novel autobiografica e sanguinante ci sta, due cominciano ad essere troppe…e quando la produzione diventa prevalentemente di questo tipo (Nagata ha pubblicato quattro graphic novel su questo stampo, edite anche in Italia) la cosa comincia, invece di risultare onesta e profonda, a puzzare di trauma dumping, spettacolarizzazione e monetizzazione del dolore e trauma p0rn. Quando la tua carriera si basa sull’espressione del tuo dolore, inoltre, non c’è incentivo vero ad uscirne, e si ripete così un circolo vizioso che trascina l’autrice e chi legge in basso, nutrendo invece una macchina da denaro che non ha alcun interesse a far stare bene chi si (de)scrive e chi riceve tale pubblicazione.

(Tra parentesi, enormi trigger warning per le sue opere, in generale abbiamo: descrizione grafica di abuso ricevuto da bambina, dipendenze, disordini alimentari, self-hatred, self-harm; forse sto pure dimenticando qualcosa.)

Questo volumetto, in particolare, si interroga su questioni complesse come: i figli, interrogarsi sul proprio genere e la propria sessualità, voler trovare l’amore (sempre solo romantico),desiderare una famiglia e una vita inquadrata come “normale” dalla società. Temi importanti, ma che vengono trattati con grande superficialità e confusione, perché l’autrice stessa è confusa sul tema. Ora, non mi aspetto che in un’autobiografia ci siano delle risposte: va benissimo anche lasciare certe domande sospese; tuttavia mi aspetto come minimo una chiarezza e una autoconsapevolezza, che per scrivere memoir sono essenziali. Ecco, questo memoir grafico doveva restare nel cassetto e non essere pubblicato come il diario personale che è, non destinato ad altri occhi oltre a quelli dell’autrice.

💬Cuello, Residenza Arcadia

Residenza Arcadia è un condominio come tanti altri, abitato quasi da persone anziane e che sembra andare avanti solo a scaramucce e a quei fastidi dettati da una convivenza forzata che tendono a inasprirsi negli anni. Tutto però non è come sembra: quella che inizialmente sembra una quotidianità anche fin troppo conosciuta diventa, man mano che si va avanti nella lettura, una cipolla che mostra i suoi strati, a partire dal passato di ogni inquilino e dai dolori spazzati sotto al tappeto fino a un esterno distopico e un diverso che fa paura e che diventa capro espiatorio.

C’è anche la tematica queer nella backstory di uno degli inquilini, e l’ho trovata delicata e commovente, davvero ben fatta.

Una lettura emotiva e multisfaccettata, che nasconde e svela nei momenti giusti e che riesce a commuovere profondamente.

💬 Rostagnotto, Discosogni

Discosogni è l’Italia degli anni ’80 vista nel 2023 attraverso degli occhiali a forma di cuore e con lenti rosa, è la nostalgia pastello di un decennio al neon romanticizzato che si rivela nella sua ingenuità e nel suo candore da periferia del mondo.

Ambra e Giovanni sognano in grande, lei con le sue canzoni e lui con i suoi outfit arditi e le sue mosse di ballo in avanti coi tempi, ma si trovano davanti solo porte sbattute in faccia finché sono notati da un produttore che propone loro qualcosa a cui non avevano mai pensato: unire il talento di Ambra al look di Giovanni e sfondare come Zaff Hero, improbabile cantante statunitense giunto in Italia per rubare cuori e far ballare tutte le discoteche dello Stivale. Il finale ci porta a Sanremo, dove Ambra e Giovanni dovranno fare una scelta: fama e successo ottenuti con la menzogna oppure vivere la loro verità?

Discosogni è stata una lettura fresca, di grande intrattenimento grazie alle illustrazioni meravigliose, tutte dai toni pastello, le citazioni puntuali agli anni ’80 e la storia che, per quanto prevedibile, è super godibile. Trattata bene anche la questione queer dell’identità di Giovanni.

💬🇬🇧 Lehmann, Parallel

Parallel è la storia di Karl, che vive in modo segreto e tormentato la propria omosessualità in Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale tra la paura di restare solo al mondo e il desiderio di avere una famiglia che gli stia vicino e la sua identità di uomo gay, ma potrebbe essere la storia di chissà quanti altri uomini del suo tempo, imprigionati nella gabbia dell’eteronormatività e in un periodo in cui essere chi erano e amare chi amavano era illegale. Una graphic novel struggente e tormentata che racconta la solitudine, la sofferenza, l’odio che le persone queer sono state costrette a subire in tempi non così lontani.

Grazie a NetGalley e alla casa editrice per l’opportunità di leggere questa graphic novel in anteprima.

💬🇬🇧Burgess, How to be ace

How to be ace è stato per qualche tempo, assieme a Ace di Angela Chen, non solo il migliore ma anche l’unico testo sull’asessualità che rappresentasse bene questo orientamento. Mentre quello di Chen è un saggio, How to be ace è un memoir e racconta l’esperienza dell’autrice mentre cresce e passa dal liceo al college e inizia a comprendere meglio se stessa, il suo ocd e la propria (a)sessualità.

Nel frattempo sono stati pubblicati altri testi su questo orientamento, sia di non fiction che di fiction, ma questo resta molto valido e un’ottima introduzione al tema anche per chi non avesse mai sentito parlare di questo orientamento, visto che utilizza l’esperienza personale della sua autrice per spiegare concetti legati allo spettro dell’asessualità e la discriminazione e i disagi che le persone nello spettro devono sopportare vivendo all’interno di una società ipersessuale e ipersessualizzata.

🎧🇬🇧 Wynne Jones, Howl’s moving castle

Sophie è la più grande di tre figlia e si è ormai rassegnata a ereditare il negozio di cappelli di famiglia e a condurre un’esistenza priva di scossoni; la sua vita, però, viene stravolta quando la temibile strega dell’Ovest la tramuta per gelosia in una donna anziana, e Sophie finisce a fare la donna delle pulizie per il famigerato mago Howl, che si dice mangi il cuore delle fanciulle…ma che si rivela decisamente diverso dalla sua fama.

“Il castello errante di Howl” è uno dei miei film (non solo animati) preferiti di sempre, quindi è da anni che ero curiosa di leggere l’opera dal quale è stato tratto, e, nonostante il film e il libro divergano molto, specie in certe parti, è stata un’esperienza di lettura bellissima che mi ha trasportato in atmosfere affascinanti e che mi ha avvolto in una calda coperta e mi ha offerto un tè fumante e profumato davanti a un caminetto. Diana Wynne Jones ha creato un mondo meraviglioso e dei personaggi indimenticabili che porterò con me per molto tempo: questa è letteralmente una lettura comfort, e la consiglio a chiunque.

💬🇬🇧 Lee, In limbo: a graphic memoir

“In limbo” è uno sguardo sulla vita di un’adolescente coreana trapiantata negli Stati Uniti, è sentirsi chiamare persino dalla famiglia con un nome europeo mentre il tuo vero nome è un altro, è la sensazione di profonda solitudine che provi all’interno di una stanza quando nessuno assomiglia a te o parla la tua lingua, è il non sentirsi coreana fino in fondo, ma nemmeno statunitense: è vivere in un limbo di culture, di lingue, di desideri.

Lee riesce in questo memoir in forma di graphic novel a raccontare la sua adolescenza tra le difficoltà legate alla diaspora coreano-americana e la sua salute mentale, tra un “dentro” e un “fuori” equamente tormentati, e lo fa attraverso illustrazioni eloquenti e cariche di emozione.

Grazie a NetGalley e alla casa editrice per l’opportunità di leggere questa graphic novel in anteprima.

Dugan, Some girls do

Morgan era una stella dell’atletica nella sua vecchia scuola, ma è costretta a trasferirsi per la loro intolleranza verso le persone queer dopo il suo coming out come lesbica; Ruby è una ragazza bisessuale divisa tra i suoi veri interessi (le auto e l’officina che è più casa del luogo dove dorme) e i sogni da reginetta di bellezza che sua madre ha proiettato su di lei. Il loro primo incontro è uno scontro, ma pian piano si conoscono e si innamorano.

Some Girls Do è un romance young adult saffico piacevole, anche se non sconvolgente. Ho trovato la rappresentazione della queerness e di ciò che comporta, specialmente a quell’età, ben fatta e nonostante ci siano stati dei momenti che ho trovato frustranti (sia Morgan che Ruby fanno diversi errori sia nel loro rapporto, sia verso altre persone), e sia difficile a tratti empatizzare, l’ho trovato un libro carino, una lettura di intrattenimento che fa il suo lavoro. Se l’avessi letto in un’età diversa l’avrei probabilmente apprezzato di più, e questo significa che una persona dell’età del target di questo libro se lo godrà più di quanto ho fatto io.

Grazie a Leggereditore/Fanucci per avermi regalato la copia italiana.

Pugno, Sirene

Una distopia femminista e antispecista che può essere riassunta in un unico aggettivo: disturbante. Le sirene di Laura Pugno sono creature sfruttate dagli esseri umani per la carne e a scopi sessuali; sono allevate dalla yakuza, padrona di un mondo in rovina dopo la pandemia del “cancro nero”, un tipo di cancro alla pelle provocato dagli aggressivi raggi solari. In tutto questo, Samuel lavora in uno degli allevamenti di sirene e durante una sessione di “monta” entra nelle vasche e stupra una di loro, che genererà una mezzumana.

Partendo dal protagonista, una voce narrante che non può piacere proprio per volontà dell’autrice, ai temi trattati, che esplorano il ruolo delle donne, trasfigurate come sirene (gli unici due personaggi femminili sono Sadako, la ragazza ora morta di Samuel, e la dottoressa inviata dalla yakuza) e la violenza verso gli animali e i limiti (se mai ci sono) che ci differenziano da essi, è stata una lettura difficile, a tratti grottesca e morbosa, difficile da digerire ma che pesa di domande e riflessioni interessanti dal punto di vista femminista.

Pretta, La monogamia dei calzini

Alice e Alberto sono una coppia nerd come tante: si conoscono a una partita di un gioco di ruolo tra amici, ordinano cinese regolarmente, hanno i propri interessi e passioni in comune; un giorno però succede che Alberto comincia a dimenticarsi cose che di solito non si dimenticava e a comportarsi come non aveva mai fatto. Seguirà a breve la diagnosi: Alzheimer precoce, e così la loro vita cambia drasticamente, fino all’epilogo drammatico.

Sapevo che questo libro mi avrebbe prosciugato di lacrime, e così è stato; Pretta riesce a raccontare la malattia in modo realistico attraverso la voce narrante di Alice che sa essere ironica, a tratti acida e persino un po’ crudele, ma che resta al fianco di Alberto fino alla fine, e uno stile semplice, ma non semplicistico. Molto belli anche i dettagli grafici all’interno del libro: ogni capitolo è preceduto dalla planimetria dell’appartamento di Alice e Alberto, luogo dove si conoscono, si innamorano e vivono, e man mano che si procede essa scolorisce sempre di più, per indicare la degenerazione della salute di Andrea.

Forse la cosa più terribile de La monogamia dei calzini è proprio la normalità del tutto, la sensazione di conoscere intimamente sia Alice che Alberto, e che una cosa del genere potrebbe accadere senza problemi a una coppia di amici, o persino a me e mio marito: Pretta se ne assicura attraverso una narrazione delicata, ma decisa, che ho apprezzato molto.

Grazie a Le Plurali per avermi regalato la copia da recensire.

Canteri, Incantesimo

Un fantasy nostrano dalle vaghissime tinte saffiche che si ispira alle atmosfere e agli archetipi delle fiabe: Nerea è una principessa a cui un colpo di stato ha strappato regno e famiglia; viene salvata da Iside, regina glaciale e impenetrabile dal passato avvolto nel mistero che viene a poco a poco svelato proprio da Nerea, rivelando il segreto del suo incantesimo.

Nonostante qualche indubbio punto di forza, tra tutti l’ambientazione affascinante e da fiaba ben descritta, un interessante richiamo di simboli attraverso le pagine e una buona struttura narrativa, ho trovato delle ingenuità tecniche, specialmente nello stile traballante e nei dialoghi, che non mi hanno permesso di godermi appieno la lettura, né di empatizzare con le personagge. Nei difetti si nota l’inesperienza dell’autrice, comprensibile perché qui al suo esordio, e traspare molto la sua volontà di veicolare il messaggio di fondo del libro, forse un po’ troppo, quasi ai limiti di un sermone. Resta un libro pieno di cuore, prodotto da una persona che chiaramente tiene molto a ciò che scrive; non posso consigliarlo, ma terrò d’occhio questa autrice per il futuro, certa di un miglioramento nella produzione man mano che acquisirà maggiore esperienza.

Si ringrazia l’autrice per la copia in regalo.

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Grazie di aver letto fin qui, spero di averti fatto scoprire nuovi libri da leggere prossimamente!

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Le mie letture di gennaio

Letture

Nel mese di gennaio ho terminato dieci libri: vediamo quali mi hanno sorpresa in positivo e quali in negativo.

LEGENDA:

Vicino ai titoli utilizzo degli emoji, eccone il significato:

🇬🇧: il libro è stato letto in inglese

🎧: il libro è stato audioletto o ascoltato in audiolibro

🤓: il libro è un lavoro di non fiction: saggio o memoir

💬: indica una graphic novel o fumetto

🇬🇧 Bardugo, Ruin and Rising

Sono finalmente riuscita a terminare il terzo capitolo della trilogia Grisha di Leigh Bardugo e confermo le mie impressioni sulla saga generale che ho avuto mentre la leggevo: l’ho trovata forse un po’ mediocre per quanto riguarda la trama e i personaggi, mentre ho amato il worldbuilding. In generale, un finale un po’ scontatello e non saprei nemmeno se chiamarlo soddisfacente visto che un po’ di amaro in bocca me l’ha lasciato, ma in ogni caso un finale degno della saga.

🇬🇧 Jamnia, The Bruising of Qilva

Si tratta di una novella ambientata in un mondo di ispirazione persiana queernormativo (ovvero, dove la queerness è la norma). Ho trovato la lettura di questa storia molto godibile, dai personaggi ai temi trattati alla costruzione del mondo. Uniche pecche per quanto mi riguarda è la brevità, visto che i temi del libro avevano secondo me bisogno di più respiro, e qualche problema di ritmo e gestione delle diverse trame e sottotrame. Sicuramente ne parlerò in futuro, in ogni caso, e starò attenta a eventuali altri libri ambientati in questo mondo come l’autor* ha già annunciato.

🇬🇧 🎧 Hibbert, Get a Life, Chloe Brown

Get a Life Chloe Brown è romance spicy per adulti con una protagonista nera, grassa e con malattia cronica scritta molto bene (non lo dico io, lo dicono diverse persone con malattia cronica che hanno recensito il libro). Rappresentazione top e storia molto carina, anche se piuttosto prevedibile. L’ho trovato un romance godibile e la lettrice su Storytel era ECCEZIONALE, momenti spicy imbarazzanti da ascoltare a parte.

🎧 🇬🇧 Dade, Spoiler Alert

Cosa succede quando una fan che scrive fanfiction su una serie tv basata su un popolare libro va per caso a un appuntamento con la star di questa serie? E cosa succede quando lui, la star, si accorge di conoscerla perché anche lui scrive fanfiction sulla sua stessa serie tv e con lei parla da anni su un forum dedicato al fandom? Spoiler alert è un romance che parla la lingua dei fandom e che racconta una storia tenera e appassionante. Nota di rilievo la rappresentazione della protagonista grassa fatta davvero da Dio.

💬 🇬🇧 Abrego, Whitt, The Sprite and the Gardener

Si tratta di una graphic novel che ho letto come ARC su netgalley: in un mondo in cui gli “sprite”, spiritelli delle piante, hanno smesso di praticare la loro magia, una spiritella incontra una ragazzina che vuole far crescere rigoglioso il giardino come regalo per la madre. Nascerà un’amicizia tenera che cambierà tutto anche per gli altri spiritelli.

Ho amato questa graphic novel, che inserirei a tutti gli effetti nel genere “cosy fantasy”: i disegni sono meravigliosi, la storia incredibilmente tenera e mentre lo leggevo continuavo ad avere il sorriso sulle labbra. Consigliatissimo, è già uscito e disponibile in inglese.

🎧 🇬🇧 Albertalli, Leah on the Offbeat

Un MEH grande come una casa. Leah è una protagonista bisessuale e grassa costantemente snarky e sarcastica, come se non ci fossero protagoniste grasse e sarcastiche in abbondanza. Ho trovato certi momenti carini (per esempio, una scena è ambientata in camerino mentre lei si prova abiti che non le stanno per il ballo di fine anno, una situazione che ogni persona grassa conosce), ma la trama prevedibilissima, l’unlikeability della protagonista e le COSTANTI citazioni a Harry Potter (che perdono solo perché il libro è stato pubblicato nel 2017) lo rendono un romanzo dimenticabile e che non consiglierei.

🇬🇧 🤓Daigle-Orians, I Am Ace

Sinceramente? Mi ha annoiata a morte. Ogni capitolo del libro parte dall’esperienza dell’autore, un uomo cis asessuale omoromantico che ha scoperto la sua sessualità a quarant’anni, e poi espande gli argomenti spiegando con grande semplicità le tematiche legate alla comunità dello spettro asessuale e aromantico. Di lui non mi interessava per nulla e le parti generiche erano, appunto, molto generiche. Riconosco però che un libro come questo ha un target di riferimento preciso, ovvero persone interessate a scoprire di più su questi orientamenti e che partono assolutamente da zero. Insomma, non per me decisamente, anche se riconosco la sua utilità per altre persone.

🤓 🇬🇧 Young, Ace Voices

Ace Voices si tratta di un saggio che l’autrice ha scritto trattando un po’ tutti gli argomenti legati alla comunità, ma la cosa particolare è l’approccio, che è molto comunitario e aperto a una varia interpretazione di che cosa significa essere aspec: Young parla anche (in modo minimo) della sua esperienza, ma il focus è sul dare voce alla comunità, riportando dati e citazioni di inchieste e interviste a, sembra, abbastanza ampio spettro. Insomma si crea un quadro in cui è chiaro che ogni identità è una piastrellina che colora un mosaico enorme e sfaccettato. Mi è piaciuto particolarmente il discorso sul linguaggio, sulla nascita dei termini che usiamo all’interno della comunità con un excursus anche storico, e il senso generale del libro, che invece di limitare e rinchiudere le esperienze delle persone aspec le allarga, in un’ottica che ho trovato molto di complessità invece che semplificazione.

🇬🇧 🎧 Armfield, Our Wives Under the Sea

Decisamente il migliore libro del mese, e uno che resterà con me per un bel po’. Quando la moglie, Leah, ritorna da una spedizione da biologa marina in sottomarino, Miri spera che tutto ritorni come prima che partisse, ma non sa che Leah ha vissuto, nel buio delle profondità marine, un’esperienza incredibilmente traumatica che l’ha cambiata forse per sempre. Our Wives Under the Sea esplora il tema della perdita e del lutto con una prosa a tratti poetica che bene si adatta alle riflessioni su temi così importanti. Un libro che nasconde molto di più di quanto sembri offrire all’inizio, esattamente come il profondo buio in cui Leah si perde.

Grazie di aver letto fin qui, spero di averti fatto scoprire nuovi libri da leggere prossimamente!

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