Letterature Strane: libri rilegati in pelle umana

Letterature Strane

Tempo di lettura: 5 minuti 15 secondi

Quando pensiamo a libri rilegati immaginiamo forse delle biblioteche poco illuminate che conservano antichissimi manoscritti dalle pagine consumate piene di segni esoterici e formule magiche. La realtà, purtroppo, è più prosaica…ma non meno orrida!

Partiamo dalle basi: la pratica di rilegare i libri in pelle umana ha un nome, ovvero bibliopegia antropodermica (se lo dite dieci volte di fila veloce veloce sappiate che rischiate di evocare un demone), e il periodo di maggior diffusione di libri coinvolti in questa pratica non è, come forse si potrebbe erroneamente pensare, il Medioevo, ma il diciassettesimo Secolo.

Appare un esemplare all’Università di Harvard che crea scalpore

L’argomento ha suscitato particolare curiosità nel 2004/2005, quando è stato confermato che un volume della biblioteca di Harvard è stato rilegato in pelle umana. Il libro in questione è Des destinées de l’âme (Dei destini dell’anima) di Arsène Houssaye, letterato francese e direttore della rivista L’Artiste dal 1843, e anche prima della conferma c’è sempre stato un sospetto sul materiale della rilegatura.

Heather Cole, Assistant Curator of Modern Books and Maniscripts della biblioteca, ha rivelato che all’interno del libro stesso è stata trovata una nota in francese di un tale dottor Ludovic Bouland che riporta senza mezzi termini: “Un libro sull’anima umana meritava di avere una rilegatura umana: ho conservato questo pezzo di pelle umana preso dalla schiena di una donna” e “Questo libro è rilegato in pergamena di pelle umana sulla quale non è stato stampato alcun ornamento per preservarne l’eleganza”. Eleganza extravaganza al suo massimo, insomma. (Se capite da dove viene questa citazione consideratevi automaticamente amici miei).

La donna in questione? Una paziente con disturbi mentali morta di ictus. Chissà se è stata contenta della fine che ha fatto la sua schiena! Io scommetto di no.

Questo non è stato comunque l’unico libro simile in possesso del dottor Bouland: grande estimatore del genere, ha anche rilegato un manoscritto del sedicesimo secolo che trattava della verginità femminile. Lo potete vedere nella foto che segue:

Foto tratta dall’articolo di Vice “Let’s Talk About Binding Books with Human Skin” che raffigura il manoscritto seicentesco rilegato in pelle umana dal dottor Bouland nel diciannovesimo secolo

Sì, ma come hanno confermato che è pelle umana?

Gli studiosi hanno utilizzato una tecnica chiamata PMF, o peptide mass fingerprinting, che, oltre a essere più affidabile del test del DNA, in sostanza spacca le proteine analizzate (nel nostro caso quelle del campione prelevato dalla rilegatura) in frammenti più piccoli chiamati peptidi. A quel punto le loro masse possono essere misurate e si possono comparare ad altre sequenze proteiche o perfino genomi, riuscendo quindi a identificare con certezza di che origine sia tale proteina. Qualcuno ha detto scienza? Ecco, sappiate che non ne troverete molto altra in questo blog. Passiamo ad argomenti più consoni a noi amanti della letteratura, vi va?

Un’immagine in tempo reale di me ora che ho scritto questo paragrafo scientifico.

Esiste a tal riguardo un progetto chiamato The Anthropodermic Book Project che ha come scopo l’esaminare i testi presumibilmente rilegati in pelle umana. Sembra che finora ne abbia controllati trentuno su cinquanta e che di questi diciotto sono stati confermati essere di pelle umana mentre gli altri tredici avevano una rilegatura in pelle animale.

Qui sotto un video nel quale viene estratto un campione che poi sarà analizzato per confermare se il libro in questione è stato rilegato di pelle umana (spoiler: sì). Anche se è in francese godetevi il video e ammirate quanto normale sembri la rilegatura. Chi l’avrebbe detto che era la pelle di una persona, un tempo?

I “donatori” di pelle e le ragioni

La questione più spinosa da affrontare è quella del consenso: le persone la cui pelle ora adorna libri quali il Des destinées de l’âme dell’Università di Harvard sapevano che fine avrebbero fatto da morti? Hanno dato il loro benestare a riguardo? Ecco, la cosa non è poi così semplice, purtroppo. Basti pensare che il consenso relativo alla donazione di organi è un concetto relativamente recente e che nel diciannovesimo secolo era pratica abbastanza comune, anche se illegale, “rubare” cadaveri per studiarne l’anatomia.

Secondo la dottoressa Lindsey Fitzharris, esperta del campo, ci sono tre ragioni per cui rilegature simili venivano create, e tali ragioni sono connesse con la volontà o meno del donatore di finire letteralmente in un libro.

La prima ragione è una sorta di punizione aggiuntiva per criminali efferati nel Regno Unito che, oltre alla forca, a volte erano dissezionati pubblicamente. Un esempio è il Burke Poketbook, rilegato con la pelle del serial killer di cui porta il nome.

Un secondo motivo era perché libri rilegati in pelle umana erano considerati oggetti da collezionisti, e qui rientrano i libri del carinissimo dottor Bouland che abbiamo citato sopra, oltre che libri dai contenuti medici rilegati in questo materiale perché, voglio dire, why not? Rubacchi un cadavere da un cimitero per studiare anatomia e già che ci sei usi la pelle per foderare il tuo manuale. Mi sembra perfettamente logico e in un’ottica zero waste. Anche qui consenso zero, ovviamente.

Il terzo motivo è che a volte era fatto per ricordare il defunto. Immaginate di avere un quadernetto rilegato con la pelle di nonno: sembra quasi di averlo lì con voi! (Troppo macabro? Avete ragione, faccio scendere il mio cinismo del 20%, scusate!)

“Da grande voglio essere un libro!”

Un esempio davvero affascinante del motivo “memoriale” è lui, il “Narrative of the Life of James Allen, alias Jonas Pierce, alias James H. York, alias Burley Grove, the Highwayman, Being His Death-bed Confession to the Warden of the Massachusetts State Prison” (= “Narrazione della vita di James Allen, alias Jonas Pierce, alias James H. York, alias Burley Grove, alias il Bandito, come confessione sul suo letto di morte al guardiano della prigione di stato del Massachusetts”). Sì, lo so, è un titolone.

Copertina del “Narrative of the Life of James Allen, alias Jonas Pierce, alias James H. York, alias Burley Grove, the Highwayman, Being His Death-bed Confession to the Warden of the Massachusetts State Prison“, immagine tratta dall’archivio digitale dell’ateneo di Boston.

Sulla copertina, che vedete qui sopra, la scritta in latino “HIC LIBER WALTONIS CUTE COMPACTUS EST” ci conferma che la pelle era davvero di Walton (uno dei tanti nomi di Allen).

Questo libro è molto particolare, perché racconta la vita dell’uomo la cui pelle ha rilegato poi il volume.

Il caro James Allen nacque nel 1809 e a soli quindici anni si diede allegramente al crimine, in particolare a quello che è chiamato “highway robbing”, ovvero rapine nelle strade principali (per questo era conosciuto come Highwayman), e saltò per tutta la sua vita dalla strada alla prigione. Morì di tubercolosi nella prigione di stato a Charlestown, in Massachusetts, ma prima chiese al guardiano di trascrivere la sua biografia e, soprattutto, chiese che alla sua morte fosse prelevata abbastanza pelle per rilegare due copie delle sue memorie.

Ma perché due copie, vi chiederete? Perché Allen voleva regalarne una al suo dottore, e l’altra a un tale John Fenno Junior, che il criminale considerava l’unico uomo che si fosse mai opposto a lui. Sono sicura che siano stati dei doni graditi!

Che dire, volevo scrivere un articolo un po’ orrido per la settimana di Halloween…credo proprio di esserci riuscita. Ora non guarderò più la pelle delle mie mani allo stesso modo.

P.s.: se volete leggere altro sul tema vi consiglio il  Religatum de Pelle Humana di Lawrence S. Thompson, che potete sfogliare per intero qui. Una quarantina di pagine intriganti e piene di esempi!

Sitografia:

Peptide mass fingerprinting, Wikipedia

Simon Davis, Let’s Talk About Binding Books with Human Skin, Vice, 13/1/2015

Ian Chant, The True Story of Medical Books Bound in Human Skin, 1/6/2018

Heather Soul, Harvard scientists confirm Arsène Houssaye book is bound in human skin, The Indipendent, 6/6/2014

Lindsey Fitzharris , Under the Knife episode 5, Human Skin Books, Youtube, 22/1/2015

Anthropodermic bibliopegy, Wikipedia

James Allen (highwayman), Wikipedia

Boston Athenaeum Skin Book, Atlas Obscura

4 pensieri su “Letterature Strane: libri rilegati in pelle umana

  1. Come ti ho già detto, adoro questo genere di aneddoti – e, in più, mi hai fatto scoprire qualcosa di nuovo sulla Biblioteca di Harvard! Adesso, la prossima volta che qualcuno mi chiede “mi metti nel tuo libro?”, so cosa rispondere U.U

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