Il 1 agosto “Come uscita da un sogno”, la mia storia young adult saffica ambientata negli anni ’90 in cui le protagoniste si incontrano e innamorano in sogno, ha debuttato su Wattpad (e se mi segui su Instagram e Tiktok saprai che ultimamente non sto parlando d’altro).
Credo che sia molto interessante scoprire i retroscena della scrittura, quindi ho deciso di raccontarli qui, in modo da offrire a te che leggi l’opportunità di sbirciare nella parte che di solito è riservata agli addetti ai lavori.
Vediamo quindi tutte le fasi della creazione di questa storia, a partire dall’idea di base fino alla pubblicazione.

TIMELINE
21-23 marzo: vedo su tiktok il video di una persona che dice di aver sognato un numero di telefono e di averlo provato a contattare nella vita vera (spoiler: il numero esisteva realmente, ma apparteneva a una persona completamente random).
Il video suscita in me con grande intensità l’immagine di due persone che si incontrano in sogno; ne parlo nelle stories di Instagram e dichiaro di volerci scrivere qualcosa. Do alle persone che mi seguono l’opportunità di partecipare al processo di scrittura: invito loro a votare con alcuni sondaggi degli elementi (saffico o achilleico; angst e dramma oppure fluff e tenerezza; fantasy o realismo magico) che poi utilizzerò per dare una direzione alla storia.
In questo momento, però, sto lavorando al secondo romanzo della mia trilogia distopica, quindi non posso espandere l’idea: ma me la segno e la lascio lavorare in background.
15 giugno: dopo un mese e mezzo di blocco in cui non ho scritto nulla (mi sono dovuta fermare con il romanzo per dei temi che mi hanno colpita troppo dal punto di vista emotivo e psicologico), decido di scrivere qualcosa di breve per riprendere in mano la scrittura. Dopo un paio di idee per altre storie (che metto da parte per un futuro) riprendo in mano quella di marzo, ci aggiungo l’ambientazione nella campagna veronese negli anni ’90 e qualche altro dettaglio, soprattutto di “vibe” (volevo qualcosa di malinconico ma sereno al tempo stesso, che richiamasse l’estate in modo vivido) e sono pronta per partire.
Inizio quindi a scrivere le prime frasi del racconto e immediatamente mi immergo nella storia, senza pianificarla e senza l’ausilio di scalette che invece uso religiosamente nei progetti più lunghi, tipo la trilogia, ma lasciandomi andare per vedere che piega avrebbe preso. Faccio delle brevi ricerche che mi aiutino a definire l’ambientazione, decido di scrivere la storia al presente in prima persona attraverso gli occhi della protagonista, e mi metto a scrivere.
17 giugno: parto per una settimana per la Sardegna. Per diverse vicende è un viaggio in solitaria, e approfitto per leggere molto e soprattutto scrivere. Scrivo con gioia, senza sentirmi obbligata, e ho attivamente voglia di ritornare alla storia per farla andare avanti. Continuo a scrivere in modo molto libero, fidandomi dei miei istinti.
26 giugno: sono tornata da due giorni dalla Sardegna; ho scritto poco più di diecimila parole (circa la metà della lunghezza finale). Sento anche di essere verso la metà della storia, e comincio pian piano ad avere chiaro nella mente come sarà il finale.
28 giugno: scrivo questa scena (non aprire il link se non hai letto il racconto! Spoiler alert). In parallelo alla scrittura molto libera e istintiva, continuo a fare delle ricerche molto rigorose sugli elementi tipici degli anni ’90 che decido attivamente di inserire nel racconto. Tutto è controllato due, tre volte per la veridicità e nessun elemento è lasciato al caso.
2 luglio: nonostante mi sia data una direzione precisa (il racconto dev’essere tenerello, quindi senza grandi conflitti e senza “angst”), c’è una sottotrama decisamente fuori tema che continua a emergere nel racconto man mano che vado avanti; è una storyline che cambierebbe in modo drammatico il tono della storia e, nonostante mi ci sia affezionata e mi piaccia molto, decido di tagliare ogni riferimento ad essa per mantenere il racconto leggero e “fluff” come da intenzioni iniziali. La parte tagliata sono tremila parole su circa quattordicimila, quindi è abbastanza consistente. Un sacrificio che andava fatto, perché se lasciata, questa sottotrama avrebbe alterato il finale oltre che il tono generale, rendendolo molto più cupo, e il racconto non sarebbe stato lo stesso.
4 luglio: mi avvicino alla fine del racconto, sono ora a tre quarti della storia. Ho ben chiaro in questo momento cosa succederà esattamente alla fine, e a differenza del resto del processo in cui ho lavorato per “scoprire” la storia, ora scrivo con un obiettivo molto preciso: so dove arrivare, e so esattamente come arrivarci.
11 luglio: finisco la prima bozza del racconto.
13 luglio: dopo aver fatto una prima revisione, aggiustato certe cose, aggiunto qualche dettaglio, controllato la storia nella sua interezza e la prosa, mando questa versione beta a una manciata di persone fidatissime per poter modificare ancora il racconto grazie ai loro sguardi esterni e feedback preziosi.
17 luglio: inizio a mettere mano di nuovo al racconto (seconda revisione) dopo aver ricevuto i primi feedback. Nel frattempo Artransparentart, alla quale ho commissionato la copertina del racconto, mi propone diverse bozze di copertina, una più bella dell’altra.
20 luglio: a questo punto tutte le persone che hanno letto la versione beta del racconto mi hanno consegnato i loro feedback, quindi ho un quadro completo e preciso della situazione: miglioro elementi sia a livello di trama, sia di coerenza e realismo, sia di refusi.
23 luglio: finisco anche la seconda revisione. A questo punto il racconto è pronto per la lettura, e a parte un paio di altre cose minime che modificherò in seguito è esattamente come la versione che verrà pubblicata.
24 luglio: consegno il racconto nelle mani di qualche persona fidata in modo che possano leggerlo in anteprima e parlarne, se vorranno, prima dell’uscita per creare ancora più curiosità. Nel frattempo scelgo la copertina e la “rivelo” sui social.
1 agosto: pubblico “Come uscita da un sogno” su Wattpad.
In conclusione, a parte il periodo di “incubazione” dell’idea, è passato circa un mese e mezzo dall’inizio della prima bozza alla pubblicazione. Un tempo record, se si pensa che il racconto completo non è certo breve quanto pensavo sarebbe stato all’inizio: la sua versione finale conta 20854 parole, o 119372 caratteri: in cartelle editoriali, ovvero lo standard di misura nell’editoria, sono circa 66 cartelle; per capirci ancora meglio, un romanzo sarebbe considerabile tale da circa 150 cartelle in su, più o meno.
Grazie di aver letto fin qui, spero di averti fatto scoprire nuovi libri da leggere prossimamente!
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